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Il Borro (AR)

Aggiornato il: mag 19

Partenza: Arezzo

Distanza: 35'

Voto: 3/5

"Il terrore dei Turchi". Così veniva definito il marchese Alessandro Dal Borro.

Fin da giovane, quest'uomo attraversò i campi di battaglia di mezz'Europa con la forza di un carro armato. Si distinse durante la Guerra dei Trent'anni, brillò nel conflitto tra il granduca Ferdinando II e papa Urbano VIII, fece faville in Galizia ed infine sfolgorò e si spense nella guerra vittoriosa contro la flotta turca nel 1656. Un genio nella strategia e nell'ingegneria bellica.


Sembra che il nostro marchese abbia superato se stesso, come condottiero, proprio durante le battaglie tra il Granducato di Toscana e il papa. Come mai uno che aveva espugnato Ratisbona e costruito la fortezza di Vienna si buttava a capofitto in una scaramuccia tra un Medici e un Barberini? Le radici, signori miei, le radici.


I Dal Borro erano marchesi da ben tre secoli ma avevano perso a poco a poco tutti i possedimenti che avevano nell'odierno Valdarno aretino e Alessandro desiderava "riconquistarli" tutti.


E fu accontentato: come premio per l'eccellente vittoria contro Urbano VIII, il granduca Ferdinando II gli riassegnò il marchesato del Borro.


Il Borro è un gioiello di rara bellezza, che ha incantato il duca Amedeo d'Aosta e Ferruccio Ferragamo, che l'ha rivestito di linee pulite senza snaturarlo, come solo il figlio un grande stilista poteva fare.

Il Borro, piccolo borgo restaurato dalla famiglia Ferragamo

Il Borro ha origini antichissime e misteriose: non abbiamo notizie certe dei suoi fondatori, probabilmente furono gli Etruschi ma ad oggi non ci sono testimonanzie a conferma di questa tesi. Sappiamo però che in età romana, divenne un punto di vedetta sulla Cassia Vetus (la strada che collegava il Valdarno Aretino con quello fiorentino) e in seguito si sviluppò come un vero e proprio castello. Lo sperone di roccia su cui sorge lo rendeva una roccaforte inespugnabile: l'unico punto di accesso era un ponte levatoio in legno, oggi edificato in pietra.


Nel 1254 il castello risulta venduto dalla famiglia Mascagni a un nobile milanese divenuto Podestà di Arezzo, il marchese Borro de Borris.

Ritratto di Alessandro dal Borro (1600 - 1656), generale e condottiero conosciuto come il "terrore dei turchi".

Da lui discenderà dapprima Girolamo del Borro (1512 - 1592), filosofo e scienziato, e poi il più famoso Alessandro (1600 - 1656), generale e condottiero conosciuto con l'appellativo di "terrore dei Turchi". E' con lui che il borgo assume la sua forma definitiva e, difatti, Alessandro è considerato il “padre” del Borro.


Con l'estinzione della dinastia (1766), il possedimento divenne proprietà del Granducato che lo vendette ai Medici Tornaquinci di Firenze.


Successivamente il Borro passò tra le mani di alcune delle più importanti famiglie nobili d’Europa: dai Hohenlohe-Waldemburg (1867) ai Savoia (1904).


Nel 1993, lo stilista Ferruccio Ferragamo, innamoratosi del posto, decise di acquistare l’intera tenuta ed intraprese un'importante attività di ripristino e di restauro.


Tutto è stato riportato allo stato originario: le linee elettriche e telefoniche sono state interrate, si è usato un vecchio lastricato per le strade e sono state riportate alla luce le vecchie cantine. Nel borgo, i Ferragamo, hanno riaperto le porte agli artigiani mentre la Villa e alcune residenze sono diventate una destinazione di lusso apprezzata da turisti di tutto il mondo.

Indirizzo: Località Borro, 1, 52024 Loro Ciuffenna AR

Per approfondimenti: Il Borro (Sito Ufficiale)

Da visitare nella stessa giornata: Loro Ciuffenna, Pieve a Gropina e Santa Maria di Montelungo


Tutte le foto, se non altrimenti specificato, sono state fatte da Fabiana e sono liberamente condivisibili. Per altre foto visita la nostra Galleria Fotografica

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