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Pieve a Socana (AR)

Aggiornato il: mag 19

Partenza: Arezzo

Distanza: 30'

Voto: 3/5


Mai che nessuno si fermi a parlargli o ad ascoltarlo…E lui ne avrebbe di cose da raccontare, altroché! I ricordi sono talmente tanti che gli sembra sia successo tutto in pochi istanti: le ere si intrecciano come fili di una trama.


Mani esperte lo hanno plasmato. Poi il sangue, tanto sangue è scorso su di lui, insieme ad un torrente di parole etrusche. Poi la terra, ricoprendolo con il suo umido abbraccio, lo ha protetto dalle intemperie e dai danni umani e lui, sotto quella morbida coperta, sentiva, sentiva tutto: il tintinnare degli scalpellini che davano nuova forma alle pietre sue sorelle; il rumore degli attrezzi agricoli che lavoravano senza nemmeno scalfirlo; lo scalpitare di zoccoli e il razzolare di zampe di gallina; le voci di generazioni di umani, in latino, poi in qualcos'altro, poi in aretino, una lingua schietta come il vino che donano quelle piante le cui radici gli facevano il solletico.


Poi, tutto a un tratto, si è risvegliato e ha rivisto la luce: si è trovato davanti l'abside di una chiesa, ruderi e un prato tutto intorno. Piano piano sente che i licheni hanno cominciato a colonizzarglisi addosso e ogni tanto qualche gruppo di bambini del paese gioca ad arrampicarsi su di lui. Quante storie avrebbe da raccontare, questo altare di pietra a Pieve a Socana...

Pieve a Socana (AR)

Pieve a Socana è un luogo magico, lo si percepisce appena si arriva, un posto dove il tempo sembra essersi fermato e dove la storia è la sola protagonista. Socana è un viaggio all'indietro di quasi 2600 anni, è lo spirito di tre civiltà (etrusca, romana e cristiana) intrecciate indissolubilmente.


La civiltà etrusca le ha dato il nome, quella romana le fondamenta e quella cristiana l'identità presente.


Il toponimo 'Socana' sembrerebbe derivare dal termine etrusco 'Sacni' cioè 'luogo sacro' qui infatti, come testimoniano i resti archeologici, vi era un importante tempio pagano (lungo 40 metri e largo 18,40).


Oggi gli unici ruderi visibili, situati nella parte posteriore ed esterna della chiesa, sono la scalinata di accesso al tempio e l'ara sacrificale a pianta rettangolare in blocchi di arenaria, una delle più grandi conosciute (1m di altezza, 5m di lunghezza e 3,75m di larghezza).


L'ara sacrificale, che si trovava davanti al tempio, veniva usata per le funzioni sacre aperte a tutta la cittadinanza: solitamente cerimonie di offerta alla divinità o rituali di previsione del futuro. L'interno del tempio, infatti, essendo la sede della divinità era accessibile soltanto ai sacerdoti.

I resti dell'altare etrusco a Pieve a Socana

L'attività del santuario sembra cessare agli inizi del I a.C., probabilmente in quel periodo Socana è già diventata un insediamento romano. È lecito ipotizzare che risalga a questa epoca la parte inferiore cilindrica dell’attuale campanile, forse utilizzata come torre di guardia.


Nel VI secolo sui resti dei precedenti edifici etruschi e romani viene costruita una prima chiesa cristiana, successivamente ampliata e ristrutturata. Oggi questa pieve romanica a tre navate e con un solo abside centrale, è intitolata a Sant'Antonio Martire ed è stata molto ridimensionata rispetto all'originale.


Indirizzo: 52016 Pieve A Socana AR

Da visitare nella stessa giornata: Castello dei Conti Guidi, Poppi (AR)

Parcheggio gratuito adiacente alla chiesa


Per approfondimenti:

Il Bel Casentino

I Love Casentino

Casentino Live


Tutte le foto, se non altrimenti specificato, sono state fatte da Fabiana e sono liberamente condivisibili. Per altre foto visita la nostra Galleria Fotografica

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