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  • Agnese Nocenti

Nelle Harper Lee, La "luce" oltre la siepe

«Vuoi dire che se non difendi quell'uomo, Jem ed io potremmo non darti più retta?»

«Più o meno»

«Perché?»

«Perché non potrei più pretenderlo da voi. Vedi Scout, a un avvocato succede almeno una volta nella sua carriera, proprio per la natura del suo lavoro, che un caso abbia una ripercussione diretta sulla sua vita. Evidentemente è venuta la mia volta. Può darsi che a scuola tu senta parlare male di questa faccenda, ma se vuoi aiutarmi devi fare una cosa sola: tenere la testa alta e le mani a posto. Non badare a quello che ti dicono, non diventare il loro bersaglio. Cerca di batterti col cervello e non con i pugni, una volta tanto...È una buona testa, la tua, anche se è dura a imparare!»

«Atticus, vinceremo la causa?»

«No, tesoro»

«Ma allora, perché …»

«Non è una buona ragione non cercare di vincere solo perché si è battuti in partenza».

(Nelle Harper Lee, Il buio oltre la siepe,1960)


Nelle rilesse la frase e ne ebbe la conferma: sì, stava scrivendo il suo capolavoro. Proprio come un’ostrica che produce la sua perla. Nessuno fa troppo caso a questo mollusco dalla forma non particolarmente aggraziata, abbarbicato ad uno scoglio, ignorando che al suo interno sta accadendo una meraviglia: lentamente sta ricoprendo, con carbonato di calcio e conchiolina, un granello di sabbia che gli è entrato tra le valve mentre si nutriva filtrando l’acqua del mare; poco gli importa se qualche umana lo pagherà milioni di dollari per portarlo al collo o su una corona, a lui dà semplicemente fastidio.


Ecco, Nelle si sentiva un po’ ostrica: non si poteva definire una bellona, era fedelmente legata alla sua terra, l’Alabama, e aveva un modo tutto suo di rapportarsi con la realtà. La lasciava entrare dentro di sé, assaporandone tutte le sfaccettature. Filtrando il mondo, però, le era rimasto dentro qualcosa che le provocava pruriti alla coscienza, e più ci pensava più le dava fastidio. Il solo modo che conosceva per neutralizzarlo era scriverci sopra una storia. Fu così che prese un pacco di fogli e cominciò a produrre la sua perla.


Non fu certo un lavoro veloce, occorsero anni di pause e di limature ma alla fine venne fuori un capolavoro che le valse il premio Pulitzer e che ispirò un film vincitore di un David di Donatello, tre Golden Globe e tre premi Oscar (tra cui quello, meritatissimo, come miglior attore protagonista a Gregory Peck): "To kill a mockingbird", tradotto letteralmente "Uccidere un uccellino". Il granello di sabbia di Nelle è tutto nel titolo della sua perla: la terribile crudeltà del prendersela con un innocente.


Nella sua opera l’uccellino è Tom Robinson, un giovane di colore ingiustamente accusato di stupro; è Boo Radley, un ragazzo segregato in casa dai suoi genitori per la sua “stranezza”; sono lo sono Scout e suo fratello Jem, due bambini vittime di un’aggressione.


Menomale che un eroe c'è. E che eroe, Atticus Finch: un uomo che tutti gli uomini dovrebbero prendere come modello e che tutte le donne vorrebbero come padre o come marito. Calmo, prudente nel prendere una decisione e risoluto nel portarla avanti, affettuoso con i figli e rispettoso nei confronti di tutti, di professione avvocato ma di quelli che fanno davvero onore alla categoria: uno che pensa a difendere i diritti e non semplicemente gli interessi.

Scena tratta dal film: "To kill a mockingbird" ispirato al romanzo di Nelle Harper Lee (1962)

Nelle non aveva avuto esitazioni, lo aveva cucito su misura intorno al suo eroe personale fin da quando era piccola: suo padre, Amasa Coleman Lee, un avvocato membro della Corte legislativa statale dell’Alabama. Ma ci aveva aggiunto anche un po’ di sua madre, Frances Finch Lee. E poi aveva impastato ben bene, con un altro ingrediente preso dalla sua infanzia: una cittadina dell’Alabama, piccola quanto basta da ospitare il ricettacolo dei tipici personaggi che accomunano un po’ tutti i villaggi del mondo.


Aveva aggiunto anche un po’ di pepe: Scout, al secolo Jean Louise. Orfana di madre, come Nelle, ma di gran lunga molto più sfrontata e manesca; un vero “maschiaccio”, ma dotata di intuito e di sensibilità notevoli. È lei che guida il lettore nella storia, spiattellandogli in faccia tutti i suoi pensieri, andando all’essenza delle cose, come solo un bambino sa fare, perché troppi adulti lo hanno disimparato.

Scena tratta dal film: "To kill a mockingbird" ispirato al romanzo di Nelle Harper Lee (1962)
"Il buio oltre la siepe" (titolo originale: "To kill a mockingbird") è stato pubblicato per la prima volta in Italia dalla Feltrinelli nel 1962

Perché leggere "Il buio oltre la siepe"?

Scout è una bambina di sei anni che non le manda a dire. È come un piccolo delizioso tornado che sferza Maycomb, la cittadina dell'Alabama chiusa e meschina in cui vive insieme al fratello Jem, al padre Atticus e alla governante afroamericana Calpurnia. Ma c'è qualcosa che può devastare la vita più di un tornado: la verità o, meglio, la ricerca della verità, soprattutto in un momento storico segnato dalla grande depressione americana (1933 -1935) e dalla segregazione razziale - periodo in cui è ambientato il romanzo.


La vicenda si apre in estate: Scout e Jem si trovano spesso a giocare vicino alla staccionata di Boo Radley, un uomo schivo e solitario. Pur non conoscendolo direttamente Scout e Jem hanno paura di Boo e Atticus rimprovera duramente i figli per questo comportamento: vorrebbe che imparassero ad accettare il diverso senza preconcetti.

Il punto di svolta arriva quando Atticus accetta di occuparsi della difesa di Tom Robinson, bracciante afroamericano, arrestato con l’accusa di violenza su una giovane donna bianca, Mayella Ewell. Mayella, che porta i segni di violenti colpi su tutto il corpo, in realtà è stata malmenata dal padre, l’alcolista Bob. Tuttavia il tribunale non accetta la difesa di Atticus, sebbene l’avvocato si basi su dati reali e non ci siano effettivamente prove contro Tom, ma condanna ingiustamente l’uomo. Sebbene Atticus sia risoluto a perorare la causa del suo cliente in appello, Tom è destinato a morire fucilato dalla polizia carceraria quando tenta inutilmente di evadere.

Scena tratta dal film: "To kill a mockingbird" ispirato al romanzo di Nelle Harper Lee (1962)

Alla situazione, già particolarmente tesa, si aggiunge la sete di vendetta di Bob Ewell: la sera di Halloween il vecchio tenta di uccidere Scout e Jem (a cui riesce a rompere un braccio), che vengono salvati solo dall’intervento provvidenziale di Boo Radley che nello scontro colpisce mortalmente Bob con un coltello.


Si scopre così che Boo era solito osservare i due bambini mentre giocavano fuori casa sua e avrebbe tanto voluto unirsi a loro perché li riteneva suoi amici. Il romanzo si conclude con Scout che riflette su come debba essersi sentito Boo in tutti quegli anni mentre osservava la vita attraverso una finestra senza parteciparvi veramente.


Leggere il libro, quindi, ci permette di tornare a guardare il mondo attraverso gli occhi dei bambini e ci fa riflettere sulle conseguenze della "paura dell’ignoto" generata dall’ignoranza - il titolista italiano scegliendo come titolo "Il buio oltre la siepe" ha proprio vuoluto dare risalto a quest'ultimo aspetto del romanzo.

Scena tratta dal film: "To kill a mockingbird" ispirato al romanzo di Nelle Harper Lee (1962)

Biografia dell'Autrice: Nelle Harper Lee nasce il 28 aprile 1926 a Monroeville, una cittadina dell'Alabama, l'ultima di tre figli di un avvocato la cui famiglia discende dal famoso generale Lee. Dopo gli studi nella scuola pubblica, Nelle si iscrive alla facoltà di Legge presso l'Università dell'Alabama, senza però laurearsi. Trova impiego come segretaria a New York,

ma lo lascia per la scrittura: un suo amico, Truman Capote, la incoraggia a sottoporre ad un editore alcuni scritti che tiene nel cassetto. Uno di questi diventa Il buio oltre la siepe, che ha subito un successo strepitoso e le vale diversi premi, tra cui il Pulitzer. Muore a Monroeville il 19 febbraio 2016.


Trailer del film "Il buio oltre la siepe" (1962):

Sottofondo musicale consigliato durante la lettura:

Young Disciples, Apparently nothin'


Per approfondimenti:

Matilde Quarti, Harper Lee, “Il buio oltre la siepe”: riassunto e commento (We school)


Foto tratte da:

rsi.ch

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