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Il Castello Ricasoli (SI)

Aggiornato il: mag 20

Partenza: Arezzo

Distanza: 1h 20'

Voto: 5/5

«Rien sans peine»: «nulla senza fatica».

Così recita il cartiglio sinuoso sotto l'imponente stemma dei Ricasoli che appare un po' dappertutto al Castello di Brolio. Si dice che una frase o un nome abbiano grande potere sulla vita della persone (vedesi alla voce: "nomen omen") o, più razionalmente, che le persone si lascino influenzare dal potere delle parole. Fatto sta che a Brolio non c'è un mattone o una pianta che non sussurri quella frase. La senti nel profumo dei corbezzoli nel grande parco intorno al castello, la ammiri nelle decorazioni della cappella di San Jacopo, la tocchi nella pietra fredda della cripta dove sono sepolti tutti i Ricasoli.

Ma, soprattutto, te la suggeriscono gli occhi di Bettino, il "barone di ferro",

fondatore de "La Nazione" e padre del Chianti. Il suo sguardo, riprodotto fedelmente in tutti i ritratti sparsi nella magione, è una frustata: uno sprone a spogliarti delle tue debolezze, a temprare il tuo spirito per rendere grande la tua vita e migliorare quella di chi ti sta intorno.

Lo stesso sguardo che deve aver dardeggiato su quel gran guascone di re Vittorio Emanuele II, quando questi, ospite del Castello di Brolio, gli aveva chiesto di invitare un paio di belle ragazze senesi. Non è un caso, forse, che il baldo monarca non si sia fermato neanche a dormire (nonostante il barone avesse fatto affrescare un appartamento tutto per lui, in una parte del mastio): giusto il tempo di sbrigare due accordi sull'Italia ed era risalito in carrozza.

«Fe' San Martin», non c'è che dire.

«Rien sans peine». Lo leggi pure sull'etichetta del Chianti che qui viene prodotto da quasi 200 anni: perché un buon vino lo puoi fare con buone attrezzature, ma per produrre un ottimo vino ci vuole molto di più. Ci vuole la giusta mescita di terreno e clima, di varietà di vitigni e di tempistica. Ci vuole attenzione, preparazione, meticolosità. Ci vuole fatica.

«Rien sans peine»: lo leggerete nel rosso rubino del Casalferro nel vostro calice, durante la degustazione.

Grigio e rosso, pietra serena e mattone, questi i colori che caratterizzano il Castello di Brolio, per lungo tempo ultimo baluardo della Repubblica Fiorentina per il controllo di questo territorio che oggi, per ironia della sorte, appartiene alla storica 'nemica' Siena.


Queste due anime, quella fiorentina e quella senese, bene si sintetizzano in questo edificio, rendendolo uno dei castelli più belli della Toscana (se non d'Italia): le mura in pietra serena risalgono alla fine del XV secolo e sono state realizzate sotto la direzione del famoso architetto militare fiorentino Giuliano da Sangallo mentre la struttura in mattoni è frutto di un restauro ottocentesco in stile neogotico senese voluto da Bettino Ricasoli, uno degli esponenti più illustri di questa famiglia che dal 1141 è proprietaria del castello e dell'omonima azienda viticola (la più antica d'Italia).


Bettino Ricasoli (1809-1880) è stato un uomo poliedrico: politico, imprenditore, inventore, intellettuale, insegnante e giornalista.


Fervente sostenitore dell'Unità d'Italia, Ricasoli è stato amico di Cavour (di cui è stato successore diretto), amico del re Vittorio Emanuele II (che ha ospitato al castello), deputato del Regno d'Italia (quando Firenze era capitale del Regno) e Primo Ministro (1861-1862) alla morte di Cavour.


Bettino è stato anche un grande imprenditore: grazie a lui la produzione viticola di famiglia ha fatto il salto di qualità, a lui si deve la formula della ricetta del Chianti Classico (sette decimi di Sangiovese, due decimi di Canaiolo e un decimo di Malvasia), vino che verrà apprezzato (ed esportato) in tutta Europa.

Il contributo di Bettino Ricasoli è stato fondamentale anche per la nascita del primo quotidiano politico d'Italia: La Nazione (1859). Egli, infatti, credeva molto nella diffusione della cultura e nell'istruzione, tanto da usare la capella del castello come scuola per i suoi lavoratori che ogni domenica venivano da lui istruiti.


La cappella romanica, che risale agli inizi del 1300, venne ampliata durante i lavori di restauro di fine ottocento e al di sotto di essa venne realizzata la cripta di famiglia dove, ancora oggi, vengono seppelliti i discendenti diretti.


Bettino Ricasoli riposa proprio qui, in questa cripta, e si dice che nelle notti di luna piena il suo fantasma passeggi per il castello e per la tenuta.

LE CANTINE

La visita guidata classica comprende anche il giro delle cantine con annessa degustazione di un bianco e due rossi (tra i vini più buoni che abbiamo assaggiato). Professionalità ed eleganza sono senza dubbio gli aggettivi più adatti a descrivere il personale e il luogo. Una visita guidata che consigliamo senza ombra di dubbio.

Indirizzo: Località Madonna a Brolio, 53013 Gaiole In Chianti SI


Per approfondimenti:

Sito ufficiale del castello

Il Barone che inventò tutto L'italia, il giornale e il Chianti (La Nazione)

Ricasoli, il ritratto privato di un artefice dell'Italia unita (La Nazione)

Italianways



Tutte le foto, se non altrimenti specificato, sono state fatte da Fabiana e sono liberamente condivisibili. Per altre foto visita la nostra Galleria Fotografica


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